La Pastisada de Caval

Da Wikidino

Era una mattina di tanti e tanti anni fa, un cielo basso, di nubi plumbee incombeva sulla città di Verona. Dagli spalti delle vecchie mura lasciate dai romani, le sentinelle, avvolte nei loro mantelli fradici di pioggia, emisero un terrificante urlo di allarme. La notizia che tutti temevano era dinnanzi a loro. Gli armati di Teodorico il grande, re degli Ostrogoti, si stavano avvicinando pronti a sconfiggere Odoacre, colui che aveva deposto l’ultimo imperatore legittimo dell’impero d’occidente e che non aveva voluto piegarsi alla volontà di Zenone, imperatore Bizantino che rivendicava il trono di Roma, non per se, ma per Giulio Nipote.

Si scontrarono gli eserciti degli Eruli, mercenari germanici al soldo di Roma guidati da Odoacre, e l’armata Ostrogota di Teodorico il grande, spinto nella penisola dagli intrighi dell’imperatore bizantino Zenone.

Scontro epico che vide le turmae barbare cozzare ed infrangersi, lasciando sul campo numerosi cavalli morti o feriti.

Le insegne Ostrogote e quelle dei loro alleati Rugi, garrivano al tiepido vento autunnale. Il panico serpeggiò tra le fila di Odoacre. Poi le trombe ed infine l’assalto alle mura.

Aspra fu la lotta. Echi di lingue germaniche si sovrapponevano nel massacro, fino a quando, vista la mal parata, Odoacre, fuggì dalla città oramai perduta ed andò a rifugiarsi in quel di Ravenna. Li trovò il suo destino, costretto a capitolare, fu poi ucciso a tradimento. Era il 489 DC.

Si racconta che terminata la lotta, il re ostrogoto incitasse i cittadini veronesi a sbarazzarsi al più presto di tutte quelle carcasse, prima che la putredine potesse ingenerare delle epidemie.

I poveri abitanti, avendo a disposizione si tanto ben di Dio e poche possibilità di poterlo conservare nel tempo, pensarono bene di mettere la carne sotto vino.

Poi aggiungi un po’ di spezie, delle verdurine buone buone, fai cuocere il tutto a fuoco letto ed ecco a voi la pasticciata di cavallo fumante in tavola.

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Ad onor della cronaca, lo sconfitto Odoacre si rifugiò in quel di Ravenna dove venne raggiunto dal vincitore, che lo fece avvelenare durante un banchetto.

Autore: Carlo

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